mercoledì

Racconto natalizio

Che non è natalizio, ma pazienza.


dal caos naque una nuvola, ed era piccolissima nel caos. buio e luce si mischiavano insieme e la notte non conosceva strade. nella nuvola naquero e crebbero sette piccoli esseri, imperfetti, di forma curiosa e sfatta. codesti piccoli esseri privi di poteri si misero dunque a creare, a poca distanza dalla loro creazione, e già creati fabbricarono dal nulla esseri potenti e grandiosi e innumerevoli. a poco la nuvola non bastò a contenere queste creature e i loro artefici insieme, e dunque un giorno le nuove creature si avventurarono esplorando il caos che li avvolgeva e avvolgeva i loro artefici e la loro dimora e videro quanto piccola fosse quella dimora. una piccola parte di queste creature rimase ad avvolgere la nuvola con i propri sguardi mentre una parte di loro, tanta bastante affinchè la propria metà potesse essere a malapena contenuta sei volte nella nuvola, si diresse nel caos per trovarne la fine e le domande. e allora i piccoli artefici, rimasi immoti fino a quel momento di cambiamento così nuovo, tornarono a creare cose nuove e sempre più belle. ma le nuove cose non erano belle ai loro occhi e non erano cose e tutti non furono felici di questo evento così inatteso. nel caos il caos si ricontorceva e si rimasticava e cambiava come dal suo inizio, e tanta parte di quanta un tempo era uguale a se stessa tornava ancora a non essere quello che non era ancora stato un tempo o un luogo, e nella contemplazione di questi avvenimenti gli esseri ormai canuti presero la loro decisione. le creature si ricongiunsero, dopo un tempo che nessuno di loro potè classificare come definibile, e la quarta parte di loro, per tre volte, colpì e infine distrusse la dimora che un tempo li aveva ospitati e pure coloro che ancora vi trovavano rifugio, ma non la piccola parte delle nuove loro fatture, un tempo così disprezzate e da poco tenute di conto, che fuor della nuvola e d'improvviso contatto del caos con la loro fresca pelle e sanguignia carne ne ebbero grande danno e nausea e vomito e tristezza, e ancor più brutto fu per loro quel periodo della loro micragnosa esistenza e presero una strada lungo il caos emigrando in un posto buio dove nuove dimore potevano forse essere trovate. i resti di una cravatta soggiacevano dove prima occupava spazio una nuvola in presenza di materia e le fatture in vista di quanto descritto per mezzo di parole umane giunsero a diverse strade e di fatto quello avvenimento ancora oggi per sua esistenza motiva una separazione tra le fatture che vi assistettero durante i nuovi giorni le nuove divinità si spandevano nel caos ormai sole e potentissime e supreme e grandissime e nuovo caos ciascuna più del vecchio caos e di ogni altra, e d'un tratto ripresero per noia forse a replicare quel gesto che tempo prima i propri fabbricanti perpetuarono con così rigoglioso risultato ed ebbero a creare ciascuno una materia e un verbo e ciascuno originò un mondo e il caos ancora che piange per questi soprusi, e da allora anche il caos ebbe a sussultare.

Sei arrivato fin qui? ti meriti un buon natale e un'aspirina.

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La risposta

è ricercabile tramite numeri primi o potenze di due. Che però è sbagliata